Primarie no, sondaggi sì. Anche il governatore Caldoro ha deciso di dire la sua in merito al metodo di individuazione dell’uomo azzurro che avrà l’onere di provare ad espugnare l’ultima roccaforte bassoliniana: il Comune di Napoli. Garbato come sempre nei modi ma secco e deciso nella sostanza, il socialista ha bocciato di fatto la proposta avanzata dai finiani di Generazione Italia. “Non sono un fautore delle primarie. Sono un meccanismo che presenta molti punti deboli come ha dimostrato l’esperienza del Pd che le ha effettuate spesso”. Più valido e meglio calibrato sarebbe, a suo avviso, il ricorso ad “altri strumenti di confronto magari anche più diretti, come per esempio, i sondaggi”.
“Il presidente Berlusconi, ha spiegato il presidente della Regione, ha costruito i suoi successi anche grazie alla rilevazione dei desideri e delle aspettative della gente. Naturalmente i sondaggi non sono tutto, ma restano un importante punto di partenza”. Un primo passo cui dovrà necessariamente far seguito quel cambio di passo che il successore di Bassolino chiede da giorni. La faida interna al partito concepito sul predellino ha superato di nuovo il livello di guardia e il rischio di una sua prematura implosione è sempre più concreto. Tesseramento fermo al palo, alchimie subcorrentizie in luogo di una fisiologica dialettica interna, cortigianeria diffusa e questione morale a turbare le notti degli uomini del Cavaliere. La cartella clinica della squadra berlusconiana è a dir poco preoccupante e Caldoro teme un pericoloso effetto domino. Meglio sterzare subito, smussando angoli e cercando la quadratura del cerchio con il contributo di tutte le parti in causa. La questione primarie, tuttavia, potrebbe causare non pochi mal di pancia tra le truppe pidielline campane. Il no di Caldoro, infatti, non è piaciuto ai finiani, guidati in Campania dall’eurodeputato Enzo Rivellini. “Apprezziamo le parole del presidente Caldoro che si dice favorevole all’utilizzo di strumenti di discussione per selezionare il candidato migliore, ha replicato Rivellini, ma non è chiaro cosa intenda per sondaggi. Se desidera la vera partecipazione popolare siamo d’accordo, se è un sistema per indicare a tavolino le candidature, ci teniamo le nostre primarie con e fra la gente”. Primarie di cui lo stesso eurodeputato partenopeo ha ufficializzato date e regole. “Le primarie si svolgeranno in cinque fine settimana nei mesi di settembre e ottobre 2010 e contemporaneamente in sei piazze così da poter coprire in due mesi per tre volte tutte le municipalità cittadine; ci saranno responsabili fissi nelle postazioni che vorremmo affiancati da responsabili del Pdl napoletano”. E ancora: “Per votare bisognerà presentare un documento di riconoscimento. Le urne saranno aperte in presenza di un notaio”.
Sì alle primarie ma con modalità differenti. E’ questa la posizione del coordinatore cittadino ed assessore regionale del Pdl, Marcello Taglialatela, candidato in pectore da mesi alla guida del comune partenopeo, in virtù di vecchi accordi con Nicola Cosentino. “Come coordinatore cittadino e dirigente nazionale del Pdl condivido pienamente la scelta delle primarie per individuare i candidati sindaci a Napoli e negli altri comuni capoluogo della Campania in cui si andrà a votare il prossimo anno, ha affermato Taglialatela, a patto però che non vengano agitate per alimentare polemiche o lacerazioni negli schieramenti politici”.
“Ritengo, peraltro, ha proseguito l’ex finiano, bocciando il cronoprogramma rivelliniano, che non si avverta la necessità né l’urgenza di procedere a primarie balneari. Sarebbe poco credibile metterle in cantiere nel mese di agosto, un periodo che può invece essere utilmente sfruttato per definire e completare gli organigrammi del Pdl a livello cittadino, provinciale e regionale, come già ricordato dall’ononorevole Cesaro, coordinatore del Partito per la provincia di Napoli”.
“Le scelte, ha concluso, non andranno fatte con il bilancino della politica ma considerando che in questo primo anno e mezzo di vita del Pdl abbiamo avuto l’opportunità di valutare la capacità di tante persone ad essere presenti ed operative sui territori a tutti i livelli, politico, sociale e imprenditoriale. Fatta questa operazione, a settembre, elaboreremo contenuti e modalità delle primarie in maniera organizzata e normata, all’insegna della più totale trasparenza”.
Ernesto Ferrante