27.07.2010
Napoli » Giuseppe Parente

Etleboro

Lunedì 26 giugno, presso la sala convegni dell’Hotel Ramada, a Napoli, si è svolta la prima assemblea regionale di Generazione Italia, pensatoio del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, pronto a diventare, un vero e proprio partito politico, strutturato su tutto il territorio nazionale, alle presenza di quasi un migliaio tra aderenti al progetto finiano, osservatori di area popolo delle libertà e partito democratico e semplici curiosi.

Nel corso della manifestazione sono intervenuti, il consigliere regionale Bianca d’Angelo, il coordinatore regionale di Generazione Italia nonché parlamentare europeo Enzo Rivellini, il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli, il coordinatore nazionale Italo Bocchino, con un intervento fuori programma, davvero riuscitissimo, del presidente della Camera Gianfranco Fini, sui vari temi di attualità politica, con riferimenti alla questione morale all’interno del popolo delle libertà ma anche i rapporti tra Generazione Italia e il Pdl.

Il presidente della camera, nel corso del suo intervento, ha dichiarato come la difesa della legalità deve essere una bandiera dell’azione politica del centro destra per cui occorre ben distinguere la giusta tutela del garantismo, in virtù della quale si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, dall’opportunità, in certi casi, di continuare a mantenere incarichi politici quando si è indagati.

Legalità, ha chiarito Fini, significa rispetto delle regole, senso del dovere, cultura civica, etica di comportamento, rispetto del lavoro della magistratura,da parte di tutti, a maggior ragione da parte di chi svolge incarichi di grande responsabilità nel governo e nel primo partito politico italiano.

L’ex leader di An, nel corso del suo intervento, ha difeso a spada tratta l’onorevole Granata, che nei giorni scorsi aveva sostenuto, con vigore, l’esistenza di una questione morale nel partito e nei confronti del quale erano arrivate richieste di dimissioni dal partito o in alternativa la sottoposizione al giudizio dei probiviri del partito, gli stessi che ancora non hanno sentito Cosentino, Brancher, Scajola e Dell’Utri, dichiarando: “quando si pone la questione morale all’interno del partito, non si può essere considerati dei provocatori né tantomeno si può reagire con anatemi e minacce di espulsioni, indegne per un partito liberale di massa”.

L’onorevole Italo Bocchino ha sottoscritto in toto l’intervento del presidente Fini, precisando come l’attuale coordinatore regionale del partito, l’onorevole Nicola Cosentino, sia un ostacolo oggettivo al buon funzionamento della giunta regionale guidata da Stefano Caldoro, anche perché, a rigor di logica, è impensabile che il neo governatore possa governare avendo come interlocutore il responsabile del principale partito che ha lavorato, con notizie false e dossier denigranti, al tentativo, per fortuna non riuscito, di eliminarlo dalla competizione elettorale.

L’onorevole Bocchino ha concluso il suo intervento affermando: “Se il popolo delle libertà e le forze sue alleate avessero sostenuto la candidatura alla carica di governatore regionale del sottosegretario all’economia Nicola Cosentino con tutto quel che è venuto fuori negli ultimi giorni, il centro destra campano si troverebbe ora con un presidente politicamente azzoppato e con il grave rischio di una esperienza di governo conclusa ancora prima di cominciare, tutto questo in una regione, come la Campania, riconquistata dal centro destra dopo oltre un decennio di governo incontrastato di Antonio Bassolino”.

Al momento, l’obiettivo di Fini è quello di restare nel popolo delle libertà, con l’ambizione di cambiarlo e di rafforzarlo all’interno, e in questo senso vanno intese anche le primarie per la scelta del sindaco di Napoli lanciate da Generazione Italia alle quali potranno partecipare gli elettori di centro destra e gli esponenti della cosiddetta società civile, per non lasciare la scelta del sindaco di Napoli solo ed esclusivamente a Nicola Cosentino.