Nello storico caffè letterario Gambrinus, nella giornata di mercoledì 13 luglio, si è svolta una conferenza stampa di presentazione della seconda giornata di iniziative anti leghiste organizzate dalla federazione regionale della Campania dei Verdi, sapientemente guidata da Francesco Borrelli, da alcune associazioni di stampo meridionale come "L’altro sud" e "Insieme per la rinascita" e dal neonato comitato anti leghista, guidato da Gino Sorbillo, discendente di una storica famiglia di pizzaioli napoletani e proprietario di una famosa pizzeria nel centro storico di Napoli.
Il neonato comitato anti leghista guidato da Sorbillo,composto al momento da 111 titolari di pizzeria che nelle scorse settimane, avevano esposto cartelli attraverso i quali invitavano eventuali clienti di simpatie leghiste a non entrare nel locale, ha distribuito, nella centralissima via Chiaia oltre un centinaio di kg di mozzarella di bufala campana insieme a migliaia di pizzette per ricordare all’opinione pubblica come l’origine padana della mozzarella, rivendicata dal ministro degli interni Maroni, sia un falso storico oltre che una stupidaggine.
L’associazione meridionalista “l’Altro sud”, che alle scorse elezioni regionali esprimeva candidati indipendenti nella lista dei Verdi, nel corso della conferenza, ha presentato una denuncia al procuratore della Repubblica di Milano nei confronti di Radio Padania, che da anni svolge una vergognosa propaganda razzista nei confronti dei meridionali, culminata con l’aberrante commento circa la morte di 2 meridionali per mano di un tedesco, avvenuta per futili motivi, arrivando non solo a giustificarne l’assassino ma addirittura dispiacendosi per le conseguenze penali che l'assassino dovrà pagare per il suo comportamento. L’altro sud ritiene che per Radio Padania sia configurabile il reato di "discriminazione, odio, violenza per motivi razziali etnici e religiosi, che
Il commissario regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, ha presentato invece la seconda puntata del dossier magna magna padano, con particolare riferimento ai casi di nepotismo nella Lega dove Franco Bossi, fratello di Umberto, è assistente accreditato del parlamentare europeo Salvini, a € 12000 al mese; Riccardo, figlio primogenito dell’Umbert svolge funzioni di portaborse per il teorico delle riforme in salsa padana, Francesco Speroni, sempre a € 12000 al mese, e il giovane Renzo Bossi, detto il trota, raro esemplare di essere umano bocciato tre volte all’esame di maturità, è consigliere regionale lombardo.
Particolare attenzione è stata rivolta alla Libera scuola dei popoli padani, fondata dalla first lady Manuela Morrone in Bossi, che si propone come obiettivo quello di coniugare l’insegnamento previsto dagli organismi competenti con le esigenze del tessuto locale, per formare cittadini integrati nella realtà storica, culturale, economica e industriale che li circonda.
Questa “Libera scuola dei popoli padani”, nonostante i tagli alla scuola pubblica spacciata per riforma dal ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini, ha ricevuto da Roma ladrona, nel biennio 2009-2010, 800 mila euro per lo studio del dialetto locale, di cui 300 mila euro nel 2009 e 500 mila nel 2010.
Chissà cosa sarebbe successo se Sandra Lonardo Mastella, in quel di Ceppaloni, avesse fondato la libera scuola dei popoli sanniti, e tale scuola avesse ricevuto contributi per € 800000, sicuramente gli esponenti leghisti avrebbe montato un caso nazionale e avrebbero potuto di nuovo gridare lo slogan Roma ladrona