Il popolo delle libertà in salsa campana, in questi giorni di grossi caos e disagio, si caratterizza come un partito in cui si combatte a viso aperto una guerra tra bande. Presunti dossier e infinite calunnie per screditare l’avversario interno sono all’ordine del giorno, altro che partito dell’amore teorizzato e mai messo in pratica nei mesi scorsi dal premier Berlusconi.
Il pdl campano al momento sembra diviso in bande in costante contesa tra loro. Da un lato i seguaci dell’ex sottosegretario all’economia, nonché ancora segretario regionale, Nicola Cosentino, dall’altro lato le truppe guidate da Italo Bocchino e dal ministro Mara Carfagna, che dopo aver ottenuto l’uscita dal governo di Cosentino, come logica vuole, puntano a ridurne l’influenza anche negli enti locali popolati da numerosi sindaci, assessori, consiglieri provinciali di sua stretta osservanza.
In situazione di grosso disagio, si trova il governatore regionale della Campania, Stefano Caldoro, che solo nella giornata di lunedì prossimo riferirà in consiglio regionale, preseduto dall’onorevole Romano, presidente del Consiglio Regionale e sodale dell’ex sottosegretario all’economia, della vicenda di cui è stato vittima, con possibili contraccolpi sulla tenuta della maggioranza.
Nicola Cosentino, dopo aver consegnato le proprie dimissioni nella mani del premier, ha dichiarato: “Contro di me è in atto una persecuzione, sono un caso unico nella storia repubblicana”.
In questo momento di ritirata strategica, per evitare l’onta di un voto di sfiducia, continua a contrare su una nutrita pattuglia di esponenti del pdl campano pronti a seguirlo anche nel fuoco, a cominciare dal presidente della provincia di Napoli, conosciuto anche con il simpatico appellativo di Gigino la polpetta, divenuto un mito su you tube per il linguaggio estraneo alla lingua che fu dell’Alighieri e per le continue quanto eccessive gaffes, sostenitore alle ultime elezioni provinciali, nelle file del pdl della nota soubrette del programma Telecafone, Francesca Pascale, animatrice in seguito del comitato “Silvio mi manchi”, negli ultimi giorni, nella giunta provinciale ha nominato assessore Giovanna Del Giudice, ex meteorina di Emilio Fede nel telegiornale di rete quattro e vincitrice di un concorso di bellezza al Billionaire.
Nella galassia di Cosentino, ruota anche il presidente della provincia di Salerno, l’ex alleanzino, Edmondo Cirielli, che ha imposto nelle liste del partito, nel collegio elettorale di Salerno, la candidatura del sindaco di Pagani, Alberico Gambino, eletto con un record di preferenza, ma subito sospeso dal parlamentino campano a causa delle pendenze con la giustizia, e sostituito da Monica Paolino, ritenuta vicina al ministro Mara Carfagna.
La corrente contraria all’ex sottosegretario Nicola Cosentino, che ha come leader indiscussi il presidente della camera Gianfranco Fini e il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli, cresce giorno dopo giorno.
Nel fragile governo di centro destra Nicola Cosentino è il terzo esponente dell’esecutivo che si dimette dopo Scajola e Brancher, ma a differenza dei suoi predecessori ha dedicato ironicamente le proprie dimissioni al presidente della camera Fini, ritenuto il suo principale sicario politico.
Di fronte a questo caos che coinvolge il partito in Campania, il premier Berlusconi, a detta dei soliti esperti della politica politicante, vorrebbe al più presto mandare in avanscoperta, con funzioni da pompiere, l’onorevole beneventana Nunzia de Girolamo, per spegnere gli ardori delle fazioni in lotta.
Giuseppe Parente