Quattro rimpasti, 27 assessori nominati, 4 abbandoni (Imperlino, Realfonzo, Valente e Amaturo) e poi ancora ribaltoni, inchieste giudiziarie, un suicidio e diversi salvataggi in zona Cesarini. Numeri da record e scempio amministrativo da urlo per la giunta Iervolino, che in meno di due settimane ha perso altri due pezzi. Dopo Valeria Valente, titolare della delega al Turismo, ha deciso di sbattere la porta anche l’assessore al Personale, Enrica Amaturo, ex Preside della facoltà di Sociologia della Federico II.
Formalmente per tornare a dedicarsi all’Università, in realtà a causa del concorso interno riservato ai dipendenti comunali che la Maturo aveva previsto serio e a breve, dopo lunghi colloqui con le organizzazioni sindacali, ma che la commissione Decentramento, governata dal centrosinistra, ha bocciato con l’avallo del Sindaco. Bocciatura arrivata a pochi giorni da un altro stop, quello sulle progressioni verticali per i vigili urbani, e dopo forti tensioni al Comune legate ad avanzamenti verticali di carriera per alcuni dipendenti che l’ex preside si sarebbe rifiutata di firmare.
All’ombra del concorso della discordia, vi è il duello in corso da mesi tra dipendenti giovani e anziani, con sindacati e sponsor politici a fare da fiancheggiatori degli uni e degli altri per meri interessi elettorali. Da una rapida radiografia del personale attualmente in organico, emerge subito che i dipendenti del Comune sono meno di 12 mila e con un’età media intorno ai 55 anni. In questi anni sono state fatte assunzioni solo nella polizia municipale, nel 2000, e attraverso il Ripam-Formez, che ha selezionato i profili più giovani.
Ad acuire lo scontro sono state le modalità del concorso. Gli anziani, molti dei quali in possesso di un titolo di studio di livello basso, vogliono fare uno scatto di carriera prima della pensione e hanno chiesto delle prove di esperienza sul campo dove sono più forti, senza doversi rimettere a studiare. I giovani, diplomati e laureati, invece, reclamano prove altamente selettive. Le promozioni previste (534) avranno un costo per le casse comunali di circa un milione di euro. Altissimo il numero delle domande presentate: 5.500. Di questi pretendenti circa 4.700 sono dipendenti anziani. Facile capire da quale lato potesse pendere la bilancia Iervoliniana. Il 2011, anno delle elezioni comunali partenopee, è vicino e servono voti per ribaltare un pronostico che appare quasi scontato. Quando l’ex assessore Amaturo ha tentato di riorganizzare l’esercito dei dipendenti, razionalizzandone mansioni e costi, ha trovato la resistenza dei sindacati, in particolare Cisl e Uil, e un blocco granitico di consiglieri di opposizione e maggioranza. Troppo tecnica la sua soluzione di un concorso interno molto selettivo che scontentava la massa dei lavoratori anziani. Troppo seria per una politica maneggiona e furbastra che usa i soldi pubblici per raggranellare consensi e prebende.
Tornando a Donna Rosetta, fervono gli incontri di giunta e privati per occupare le due caselle. Se per occupare quella del Turismo si pensa di attendere l’esito del congresso provinciale del Pd che vede impegnata la dimissionaria Valente, per il Personale, invece, occorre fare in fretta. L’orientamento prevalente sembra essere quello di affidarsi ad un cavallo di ritorno, vale a dire Pasquale Losa, fedelissimo della prima cittadina e già assessore al Personale con la stessa Iervolino, poi presidente dell’Asìa e oggi capo di Gabinetto della prima cittadina. In alternativa, potrebbe toccare a Mario Rusciano, giuslavorista, già a capo del nucleo di valutazione dei dirigenti comunali. Rattoppi su rattoppi che non serviranno certo a rendere più presentabile una coperta sempre più corta e strappata.
Ernesto Ferrante