Campania a passo di gambero. Dopo tanti giri di parole e fiumi d’inchiostro versati, il nuovo assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, ha calato sul tavolo le attese carte per aggiudicarsi i 500 milioni di euro congelati dall’Ue e la partita regionale dei rifiuti. Chi si era entusiasmato ascoltando la sua proposta portata a Bruxelles, imperniata sulla costruzione di nuovi impianti di compostaggio, su una linea mirata di biostabilizzazione negli impianti Stir e sulla rinuncia all’apertura dei mega-invasi di Terzigno e di Serre, è stato costretto a ricredersi.
La ricetta di Romano è tutt’altro che nuova. Ridurre la produzione di rifiuti e aumentare il livello della raccolta differenziata va bene ma non basta. Per gli uomini di Caldoro è prioritario costruire subito due nuovi inceneritori, a Napoli est e a Salerno. Una scelta strategicamente discutibile oltre che inspiegabile se si considera che basterebbe raggiungere il 35% di differenziata per rendere possibile lo smaltimento del secco residuo con il solo impianto di Acerra. Se a tutto ciò aggiungiamo che ci vorranno almeno tre anni per ultimare i due nuovi ecomostri e che per quella data sia gli impianti di compostaggio che gli Stir dovrebbero essere a pieno regime, non si capisce davvero a cosa possa servire investire ingenti risorse pubbliche nella loro costruzione. L’Assessore, però, sembra deciso ad andare avanti a passo spedito.
“Il termovalorizzatore finalmente partirà la settimana prossima assegno l’area di Napoli est con l’accordo completo tra provincia e comune”, ha affermato Romano a margine della presentazione del rapporto Comieco sulla differenziata di carta e cartone, aggiungendo che la stessa cosa avverrà per l’impianto di Salerno “con il pieno accordo tra il sindaco della città, Vincenzo De Luca, e il presidente della provincia Cirielli”. Il protocollo d’intesa per la cessione del diritto di superficie è quasi pronto e tra poco più di una settimana potrà essere ratificato con delibera di giunta. A quel punto verranno trasferiti i suoli alla società aggiudicataria Neav. Dopo di che potranno essere avviate le procedure per l’edificazione.
Dal primo ottobre, inoltre, in Campania partirà il Sistri, il sistema di controllo satellitare che segue il trasporto dei rifiuti. “La camorra, ha detto l’Assessore, quando è uscita dal controllo delle discariche è entrata nei trasporti. Con il Sistri vogliamo dimostrare invece che nel ciclo dei rifiuti non si entra nemmeno dalla finestra”. Fitto ed impegnativo il cronoprogramma di Romano, che ha ribadito che bisogna allineare in fretta il sistema di gestione dei rifiuti, fissando importanti scadenze a stretto giro: “Il Piano regionale dei rifiuti entro 4 mesi, quello dei rifiuti speciali entro 60 giorni, quello delle bonifiche entro 60 giorni e, come ci viene chiesto dall’Ue, eliminare le discariche”. Tramontata l’ipotesi di una discarica a Cava Vitiello e con gli impianti esistenti in via di saturazione, la situazione potrebbe aggravarsi da un giorno all’altro. Anche per questo l’assessore sta pensando di chiedere aiuto al governo. “Chiederò al ministro Maroni di intervenire con i sindaci inadempienti per incrementare la raccolta differenziata. Sono almeno 200 i sindaci che non fanno raccolta. Così si contribuisce ad aggravare la situazione”.
“Abbiamo preso la decisione di non aprire discariche, ha concluso Romano, e dobbiamo correre il rischio che gli impianti esistenti non siano più in grado di raccogliere le quantità da conferire. Ma possiamo sopperire allungando la vita agli impianti esistenti, nell’attesa dei 36 mesi che ci porteranno al completamento dei termovalorizzatori”.
Ernesto Ferrante