09.03.2010
Campania » giuseppe parente

Etleboro

 

Il decreto salva liste, varato dal governo Berlusconi e firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napoli, ha provocato molti dissensi non solo nel centro sinistra ma anche nella cosiddetta società civile. Già nella serata di venerdì, numerose proteste e tante polemiche animavano i social network Facebook e Twitter. Sdegno, abuso ed arroganza le parole più ricorrenti.

 

Passando dal virtuale al reale, nella città di Napoli, ad organizzare forme di protesta contro il discusso decreto che rimette in gioco le liste del popolo delle libertà in Lombardia e Lazio, dopo l'esclusione da parte della commissione elettorale, sono stati i Verdi, ben guidati dal commissario regionale Francesco Borrelli, ed il movimento identitario meridionale "L'altro sud". Nelle prime ore della giornata di sabato, i militanti del partito ambientalista hanno affisso, negli spazi consentiti, manifesti in cui il movimento esprimeva solidarietà a quegli italiani che rispettano le regole, pagano le multe ed ogni genere di tassa, che non cercano raccomandazioni dal potente di turno e si presentano in orario ad un concorso pubblico. Francesco Borrelli, dopo aver invitato i Radicali e Forza nuova a ripresentare le liste nelle regioni in cui erano state escluse, ha dichiarato: “Il decreto salva liste è una forzatura dal punto di vista giuridico senza precedenti, che se applicato ovunque potrebbe rendere invalide le elezioni regionali in tutta Italia”. Oltre mille cittadini campani hanno firmato l'appello del partito ecologista indirizzato al Presidente della Repubblica e al premier con cui si chiede di ritirare il decreto che crea un pericoloso precedente per la democrazia italiana e che di fatto mortifica le tante persone oneste che rispettano le regole della democrazia e del vivere civile che governano la nostra società. Nel pomeriggio di sabato, inoltre, Verdi e “L'altro sud” hanno dato vita ad una simpatica provocazione con la raccolta di firme per un fantomatico partito, denominato panino delle libertà, con moduli delle liste autenticate con timbri illeggibili e con sottoscrittori con nomi di fantasia, che stamane sono state anche presentate in tribunale. Nel corso della manifestazione sono spuntati striscioni provocatori del tipo “100% persona perbene”, oppure “dalla parte degli onesti”, in aperta polemica con il candidato governatore del centro destra Stefano Caldoro, che ha difeso con forza e determinazione il decreto salva liste. Il commissario regionale dei Verdi Francesco Borrelli e il candidato al consiglio regionale Rino De Martino si chiedono perché lo stesso Caldoro, non abbia preteso dal governo di centro destra, di cui è espressione, che nello stesso decreto fosse inserita anche una norma che impedisse ai condannati per associazione camorristica di candidarsi come è successo nelle sue liste in Campania. La risposta è fin troppo facile e semplice: le elezioni regionali si vincono conquistando il maggior numero di consensi, anche quelli di persone in odore di camorra o pluri-inquisiti.

Giuseppe Parente