03.03.2010
Osservatorio Campania » giovanna maietta

Etleboro

 

Lo Stap Foreste e la Provincia autorizzano l’ampliamento di cava della Cementir nonostante il vincolo idrogeologico. E’ questo l’esito della conferenza di servizi di ieri che non ha meravigliato nessuno. Infatti il parere si fonda sull’interpretazione delle leggi in materia già dato dal Comitato istituzionale dell’autorità di Bacino, il quale ha inteso la coltivazione della cava o meglio escavazione della montagna alla stessa stregua delle colture di campi e allevamenti.

 

Ma attenzione, siccome sin dall’inizio il singolo ente ha manifestato di non volersi accollare tutte le responsabilità, il parere diventa parziale quando non ci si riunisce in un comitato istituzionale. Infatti lo Stap Foreste che fino a qualche giorno fa diceva che il vincolo idrogeologico non consentiva l’attività estrattiva e la provincia si pronunciava per l’inderogabilità di tale vincolo, ritiene di non dover autorizzare solo la terza fase del progetto e cioè l’area percorsa da incendi boschivi. Così facendo il vincolo temporale degli incendi boschivi diventa più forte del vincolo idrogeologico inderogabile. In poche parole si autorizza con il vincolo idrogeologico ma non nelle aree percorse dal fuoco dove il vincolo è superficiale. Non ha senso. E in più la motivazione addotta che impedirebbe tale “coltura” estrattiva della montagna nelle aree percorse dal fuoco è alquanto blanda e quindi contestabile dalla ditta. Ne scaturisce un parere ambiguo dato tra l’altro in maniera parziale che va inteso in omissione di una valutazione complessiva del progetto definitivo. Gli enti decisori con il metodo dello stralcio delle aree vincolate e quindi dei pareri negativi stanno indicando alla Cementir quale deve essere il progetto autorizzato a priori. Lo stap Foreste e la Provincia che fino a qualche mese fa sembravano essere quelli meno propensi a dare parere favorevole, hanno subito una metamorfosi di pensiero. E tutto questo sotto la gestione del commissario prefettizio. Per noi il parere favorevole della provincia e quello tecnico dello stap foreste si basa sulla errata e forzata interpretazione delle leggi in materia. Il parere favorevole con eliminazione del rischio idrogeologico dell’autorità di bacino si basa su una riperimetrazione inesistente. E tutto questo accade in campagna elettorale dove i candidati alla presidenza della Provincia ben si guardano di esprimersi sul destino del nostro territorio legato alle cave e cementifici. Tutto questo accade mentre l’Udc, il partito del genero di Gaetano Caltagirone titolare della Cementir, diventa il partito imperante della nostra martoriata provincia. La conferenza di servizi è stata aggiornata al 23 aprile prossimo a causa dell’assenza e della lentezza del comune di Maddaloni che stenta a confermare o meno il parere tecnico negativo già dato alla Cementir e diverso da quello favorevole dell’ex sindaco Farina e la sua giunta. A conclusione di questa travagliata e lunga conferenza di servizi, se dovesse approvarsi il progetto sulla base di pareri favorevoli che riteniamo illegittimi saremo pronti con il nostro legale Luigi Adinolfi a impugnare tutte le autorizzazioni.

 

Giovanna Maietta-comitato di quartiere parco Cerasola e Centurano

Antonio Cuomo-Comitato vivibilità di Maddaloni

Michele Venturino-Comitato salute pubblica di Maddaloni