Gli Usa accolgono Marinkovic. Voleva uccidere Evo Morales
05.02.2010
Esteri » Alessia Lai

Mentre le autorità Usa sottomettono ad accuratissime ispezioni i viaggiatori di 14 Paesi inclusa, senza alcuna giustificazione, Cuba, i terroristi legati all’estrema destra latinoamericana chiedono liberamente asilo alle autorità statunitensi. Lo rivela il giornalista canadese di Granma, Jean Guy Allard. Pare che il governo degli Stati Uniti abbia concesso asilo politico al leader dell’opposizione della regione orientale di Santa Cruz, Branko Marinkovic, di origini croate e compromesso con le mafie balcaniche, che la giustizia boliviana ha accusato di essere il principale finanziatore e complice di una banda di terroristi scoperta e liquidata in quella regione nel 2009. Un comunicato del ministero dell’Informazione ha reso noto che il servizio boliviano dell’Immigrazione ha confermato alla Procura generale che Marinkovic è uscito dal Paese il 26 giugno del 2009 dall’aeroporto nazionale di Santa Cruz, su un volo diretto a Miami. Il 16 aprile del 2009, un gruppo antiterrorismo della polizia boliviana irruppe nell’hotel Las Américas di Santa Cruz e sorprese un commando paramilitare reclutato e finanziato Marinkovic e altri per assassinare il presidente Evo Morales. Nell’operazione furono uccisi tre mercenari, un croato, un irlandese e un rumeno-ungherese.
È stato dimostrato che Marinkovic ha fornito 200 mila dollari ai terroristi per acquistare delle armi. Uno dei maggiori latifondisti boliviani, Marinkovic tempo prima finanziò anche i gruppi secessionisti della Medialuna – la zona più ricca del Paese - che si opponevano a Morales e alla sua proposta di Costituzione e che nel 2006 provocarono scontri e gravi incidenti nell’est boliviano. Un’organizzazione separatista capeggiata da Marinkovic, il Fulide, fa parte della Red Liberal de América Latina (Relial), finanziata e appoggiata dalla fondazione Friedrich Naumann Stiftung, vicina la Partito Liberaldemocratico tedesco. Si sa inoltre che il gruppo terroristico disarticolato nel 2009 aveva contatti con Jorge Mones Ruiz, capo di UnoAmérica, fondazione collegata alla Cia. Tutte orgnizzazioni di estrema destra,parte di una tela che riunisce anche vari gruppi ricomparsi negli ultimi mesi al fianco dei golpisti honduregni capeggiati dall’imprenditore Roberto Micheletti e altri che operano in Venezuela finanziati dall’Usaid e dalla Ned.
Alessia Lai