04.02.2010
Campania » Ernesto Ferrante

Etleboro

I fatti ancora una volta ci stanno dando ragione. Non occorrevano doti da veggenti ma solo un pò di spirito d'osservazione per capire che il coriaceo sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, sarebbe arrivato alla meta. Lo stormir di fronde partitiche e il caos organizzato bassoliniano hanno spaventato ben poco De Luca, che ha continuato ad incassare e a resistere, aspettando che i colpi del nemico diventassero meno forti per passare al contrattacco. Il candidato governatore, furbo e scaltro com'è, sapeva bene che prima o poi il traballante Bersani si sarebbe stancato dei capricci di Don Antonio ed avrebbe sciolto i patti siglati ai tempi del congresso nazionale. L'ex ministro emiliano vede sempre più vicino il “prepensionamento” dalla guida del partito e un ulteriore insuccesso alle regionali di marzo lo priverebbe anche di qualsiasi tipo di buonuscita politica. Logica voleva che tra un Bassolino ferito e confuso e un De Luca in perfetta forma e determinato si scegliesse il secondo. E così è stato. Ha iniziato Bersani, poi è stata la volta del segretario regionale campano del Pd, Enzo Amendola, ed infine, udite udite, della sindaca Iervolino.  Iervolino? Ma è la stessa che appena 48 ore fa aveva detto che De Luca non era il candidato idoneo a guidare il centrosinistra? Sì, è proprio lei. Adesso sta invitando tutti “ad appoggiare in maniera compatta il primo cittadino salernitano”.

Quando il partito decide chi è il candidato, si parte tutti insieme per sostenerlo. Questo è il mio approccio. Questo è ciò che è sempre accaduto sia nei partiti di formazione marxista sia nel partito cattolico. E, naturalmente, se De Luca venisse a Napoli, io lo accompagnerei”, ha aggiunto la Iervolino. Parole dolci come il miele e carezze per l'ex odiato nemico. Donna Rosetta non è certo una pivellina ed ha capito che in questa guerra tra moribondi non esistono patti inscindibili. Tanto vale pensare fin da subito a mettere al riparo le proprie terga senza sentimentalismi. Nel Pd è iniziata la corsa verso il sindaco salernitano e bisogna affrettarsi per non rischiare di arrivare ultimi. Il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, Fausto Pepe, sindaco di Benevento, il consigliere provinciale Simone Valiante, figlio dell'attuale vicepresidente della giunta regionale, Antonio, da sempre rivale di De Luca, ed il parlamentare irpino (omonimo) Enzo De Luca sono solo alcuni dei nomi di una lista che si allunga di ora in ora. I cespugli stanno iniziando ad ammorbidirsi e si accoderanno. La coppia che scoppia De Magistris-Di Pietro mollerà il cerino che ha in mano ed afferrerà qualche bella poltrona, come da copione. Al resto penserà lo staff del Sindaco. Le liste a suo sostegno dovrebbero essere le due civiche, “Campania libera” e “De Luca presidente”, poi quelle del Pd, dell'Api di Rutelli, dei Verdi, dei Socialisti, dei Radicali e alla fine anche quelle dell' Italia dei valori e di Sinistra e libertà. Oltre ai due fedelissimi assessori salernitani Franco Picarone (finanze) e Nello Fiore (annona) nelle liste deluchiane troveranno posto anche sindaci, assessori e consiglieri in uscita dal Pdl, imprenditori ed intellettuali, come Ivano Russo, direttore della Fondazione Mezzogiorno Europa. Ai fuochi d'artificio penserà il sindaco di Salerno in persona. Il primo ha già lasciato tutti a bocca aperta. “Manderò a casa tutti i consulenti della Regione. Tutti a casa in ventiquattr'ore”. Il tempo stringe e vi è un gap da recuperare. Il sondaggio condotto da Swg dice che Caldoro sarebbe ancora in vantaggio di 4,5 punti su De Luca. Non poco ma neanche tanto per l'impavido Vincenzo.

 

Ernesto Ferrante