28.01.2010
Politica » ernesto ferrante

Etleboro

Cozzolino fa un passo indietro, De Luca uno in avanti. Ha avuto vita breve l'idea di contrapporre alle primarie campane del Pd l'ex assessore regionale alle attività produttive all'agguerrito sindaco di Salerno.

 

Cozzolino chi?”, ha esclamato sorridendo davanti ai taccuini il sindaco d'acciaio, inviando l'ennesimo messaggio in codice al nemico di sempre Antonio Bassolino. “In Puglia si è registrata una grande vittoria di popolo, una vittoria dei cittadini stanchi della burocrazia di partito. Uomini e donne che hanno dimostrato di potere essere protagonisti del proprio destino”, ha dichiarato De Luca, facendo intendere chiaramente che il tempo delle attese è ormai terminato. “Sono impegnato a Bruxelles, e lavoro per l'unità del Pd e della coalizione”, ha fatto sapere Andrea Cozzolino, tirandosi fuori dalla mischia. Un' altra frenata per le truppe antideluchiane che, come se non bastassero i bocconi amari di questi ultimi giorni, hanno dovuto anche ingoiare le dichiarazioni tutt'altro che rassicuranti di Bersani. “Saranno i livelli locali a decidere le modalità, compreso l'eventuale ricorso a primarie”, ha dichiarato il segretario. Dalle fila bassoliniane, dopo la defezione di Cozzolino, è trapelata timidamente la possibile candidatura di Riccardo Marone, amministrativista e ex vicesindaco di Napoli ai tempi della giunta Bassolino, ma anche questa ipotesi sembra destinata a naufragare nelle torbide acque dello stagno piddino. L'assemblea regionale prevista per oggi potrebbe sancire nuovi strappi e il mancato stop capitolino a De Luca sta facendo tremare le vene nei polsi al giovane segretario regionale Enzo Amendola. In via Nazionale a Roma sanno bene che uno scontro diretto tra De Luca e un bassoliniano potrebbe avere effetti funesti, spaccando irrimediabilmente il partito e facendo scappare gli alleati, a partire da Di Pietro. L'ex pm ha, infatti, ribadito a Bersani che l'Idv non potrebbe starsene con le mani in mano in caso di guerra fratricida alle primarie e a quel punto sarebbe costretta a proporre un candidato autonomo alla presidenza della Regione, magari cercando un accordo con Sinistra e libertà e Rifondazione, poco favorevoli finora come i dipietristi allo svolgimento delle primarie, che il segretario regionale del partito, Enzo Amendola, ha confermato essere in calendario per il 7 febbraio. La vittoria pugliese, però, ha ingolosito i vendoliani che starebbero invece pensando di cambiare rotta e sarebbero pronti a schierare Gennaro Migliore, ex deputato nonché responsabile Esteri di Rifondazione comunista. Gli uomini di Vendola che stanno lavorando a quest'operazione sono Francesco Manna, capostaff del presidente della Regione Puglia e presidente della società comunale Napoliservizi; Andrea Di Martino, attualmente uno dei coordinatori di Sinistra e Libertà a Napoli; Peppe De Cristofaro, tra i coordinatori regionali di Sl, ex deputato e segretario regionale di Rifondazione e Giulio Riccio, prima assessore provinciale di Napoli e poi comunale alle Politiche sociali ma anche ex commissario del Prc a Salerno. Alle primarie parteciperanno, invece, sicuramente i Verdi che, come ha spiegato il commissario campano, Francesco Emilio Borrelli, chiedono un “confronto ampio anche per il programma” e l'Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli, che ha confermato ancora una volta l'appoggio a De Luca.

Ernesto Ferrante