Credevano di guidare un autoblindo e invece si sono accorti di essere al volante di un trabiccolo. La raffica pugliese che ha colpito il baffino di Gallipoli ha privato il reuccio di Afragola di un prezioso compagno di giochi e di spartizioni. La strada per Santa Lucia è sempre più somigliante ad una via crucis e l'orco De Luca fa più paura.
Bersani è in grande difficoltà e non è in condizione onorare gli impegni presi all'epoca del congresso che lo ha incoronato segretario. Il presunto asso casiniano nella manica si è rivelato un due di picche e malumori e mugugni aumentano di ora in ora. L'allargamento delle alleanze è solo una patacca esibita varie volte durante i vertici romani. “In Campania e Calabria chiuderemo in questi giorni”, ha dichiarato Pier Luigi Bersani nel corso dei lavori della direzione nazionale. “Chiusura” che non significa, però, indicazione del candidato governatore ma solo definizione della griglia dei partecipanti alle primarie che dovrebbero tenersi, con ogni probabilità, il 7 febbraio. Il sindaco di Salerno, Enzo De Luca, ha chiesto di nuovo a gran voce al leader nazionale “un percorso di rinnovamento e discontinuità che sia basato sulle migliori esperienze di buon governo locale”. Un'uscita che è andata di traverso all'area vicina al governatore Bassolino, che starebbe valutando una candidatura forte e “militante” da contrapporre a quella dello sceriffo salernitano, che gode di ampie simpatie nell'elettorato “non militante”. Indiscrezioni delle ultime ore parlano di una possibile discesa in campo del bassoliniano doc, Andrea Cozzolino. Quest'ultimo, intervenendo in direzione a Roma, ha eseguito alla perfezione lo spartito bassoliniano, spiegando che “il Pd deve portare avanti con determinazione la politica delle alleanze, perché senza alleanze non si costruisce alternativa. Ma allo stesso tempo è necessario fare i conti con il fatto che le scelte operate dall'Udc nelle regioni del Mezzogiorno pongono un problema serio, che va oltre le elezioni di marzo e che investono la stessa costruzione di una alternativa di governo credibile”. “Il tema fondamentale dell'allargamento del bacino elettorale del Pd soprattutto al Sud, ha dichiarato l'ex assessore regionale alle attività produttive e all'agricoltura, si può declinare sì con le alleanze, ma anche mettendo in campo personalità della società civile, capaci di mobilitare energie anche al di fuori del perimetro tradizionale del centrosinistra”. Un'ulteriore furbata per prendere altro tempo e cercare di sbarrare la strada a De Luca. Bassolino, dal canto suo, continua a sollecitare pretestuosamente “uno sforzo per una soluzione unitaria così da poter fare primarie di coalizione confermative”. Davvero bella questa trovata. Ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi mesi ma quella delle “primarie confermative” ci mancava. De Luca e i deluchiani naturalmente respingono al mittente tale proposta e si dicono convinti che la soluzione unitaria sia impraticabile. I casi del rettore Trombetti e del segretario regionale Amendola sono più di semplici indizi. In sostanza, De Luca ritiene che la ricerca della soluzione unitaria sia solo un modo per porre un veto sul suo nome. Il sindaco salernitano è ormai deciso ad andare fino in fondo ed ha lanciato il guanto di sfida a Cozzolino, fresco delle 140.000 preferenze alle europee, di cui 125.000 nella sola Campania. Le prossime ore saranno decisive e la conta sta per iniziare. Anche tra i cespugli c'è fermento. Michele Ragosta, consigliere regionale e membro del coordinamento nazionale di “Sinistra, Ecologia e Libertà”, ha sottolineato come il rapporto diretto e schietto con la gente sia stato un fattore decisivo per la vittoria di Vendola e potrebbe esserlo anche per De Luca,“espressione di una candidatura non imposta dall'alto”. 1-0 per il sindaco di ferro e palla al centro.
Ernesto Ferrante