14.01.2010
L\'opinione » ernesto ferrante

Etleboro

Mancano sempre meno giorni alla data delle elezioni regionali campane ma i partiti sembrano non rendersene conto. Se in casa Pdl si paga ancora lo scotto dei guai giudiziari del sottosegretario alle finanze e coordinatore regionale, Nicola Cosentino, candidato di forza per mesi dai vertici locali del partito berlusconiano, nel Pd, invece, si continua a scontare la pasticciata gestione del dopo-primarie che hanno incoronato sì un nuovo segretario, l'ex ministro Bersani, ma senza riuscire a sedare le faide feudali interne.

 

Lo scontro tra Berlusconi e Fini in casa pidiellina e l'ombra di D'Alema e Bassolino in casa piddina hanno fatto poi il resto, aggiungendo confusione a confusione e bruciando candidature e proposte in quantità industriale. Gli spartiti delle due orchestre partitiche sono praticamente identici. Nuovi e vecchi manutengoli di apparato si fronteggiano a colpi di convegni di parte, manifestazioni correntizie ed alchimie spartitorie da manuale Cencelli. La democrazia autoreferenziale, imperante fin dagli albori della terza repubblica veltrusconiana, alimentata dalla cortigianeria politica di marca berlusconiana e dall'idea di partito liquido di concezione veltroniana, ha causato danni inenarrabili. L'oligarchismo patologico da listino bloccato ha fatto poi il resto, azzerando la già flebile dialettica interna ai partiti ed allargando a dismisura la frattura esistente da tempo tra eletti ed elettori, tra vertici e territorio. I giochi di prestigio delle segreterie dei partiti, emblema della prima repubblica, sono cose da galateo della politica se confrontate con le aste modello ebay tanto in voga in questa fase. Che alla guida della Regione Campania si candidi un personaggio indicato direttamente da Roma piuttosto che uno scelto dai proconsoli locali romanizzati, cambia poco. I programmi preconfezionati ci sono già e le liste precotte pure. Parlare ancora una volta di valorizzazione della vocazione turistica della regione, di potenziamento delle infrastrutture, aeroporto di Grazzanise in primis, e di “moralizzazione” della politica non è poi così difficile. Tra l'altro se ne parla in ogni tornata elettorale e le proposte sono praticamente le stesse sia che provengano da destra sia che provengano da sinistra. Le linee di produzione propagandistica delle filiali locali dei partiti azienda con sede a Roma sono fatte in serie. I piani aziendali sono fotocopie di altre fotocopie. Arriveranno un bel pò di soldoni sottratti ai cittadini, attraverso il subdolo meccanismo del rimborso elettorale, la macchina clientelare si metterà in moto e poi, una volta concluse le elezioni, arrivederci e grazie a tutti e solita spartizione pre-concordata della torta a base di enti e appalti. E Caldoro, Lettieri, De Luca, Cascetta, Pasquino e Villari? Ah, è vero...ci sono anche loro. Quasi quasi ci dimenticavamo dei cavalli in corsa per la presidenza della regione. Intenti a dissertare sull'aspetto “serio” quasi quasi ci sfuggiva quello “faceto” di questa vicenda. Chi vincerà? Di sicuro non la Campania e di certo non i suoi cittadini. I business plain dei partiti non contemplano deroghe o differimenti in materia di reperimento delle risorse...

Ernesto Ferrante